APPLICARE LA DELIBERA SULLE BONIFICHE: INTERROGAZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE

Interrogazione, pag. 1
Dai tempi di Coppola, perdura il deplorevole andazzo delle Amministrazioni di Centro-destra di lasciare inapplicate decine di delibere del Consiglio comunale, spogliato delle sue principali funzioni e ridotto a teatrino della demagogia. A questo modo di fare che svilisce la democrazia ed offende i cittadini, non sfuggono neanche atti ritenuti da tutti urgenti come quelli sulle problematiche ambientali.


Ci riferiamo all’ultima delibera consiliare n. 63 del 29/11/2013, dalla storia travagliata ( http://www.bacoli2punto0.it/un-ambiente-sano-subito-bonifiche-e-mappature-dei-siti-inquinati/) a sua volta erede delle inapplicate delibere n. 18 del 18/04/2008 e n. 65 del 17/09/2012 (sull’elettromagnetismo), delibera che disciplina tempi e modalità per avviare carotaggi e monitoraggi dei siti inquinati o potenzialmente tali, ma che ad oggi resta lettera morta. Nonostante il testo del deliberato prevedesse dei primi interventi entro 30 o 60 giorni, questi “sono passati senza che si sappia se l’Amministrazione abbia o meno operato in tal senso”.


Interrogazione, pag. 2

Benché sia già inaccettabile non applicare quando deciso dai rappresentanti del popolo, il “menefreghismo” di questa Amministrazione poi non ha giustificazione se riferito all’argomento della delibera in questione, il rapporto tra ambiente e salute dei cittadini, argomento che “l’Amministrazione e tutte le forze consiliari e politiche hanno concordato sulla necessità e sull’urgenza che il nostro Comune affronti attivamente”. Per questo il gruppo consiliare democratico ha presentato un’interrogazione urgente (prot. 2795 del 30/01/2014) che in 13 punti e partendo dalla puntuale analisi della delibera n. 63, chiederà che il sindaco risponda pubblicamente:

  • se siano state avviate le procedure per i carotaggi e le analisi dei siti già individuati come interessati da fenomeni d’inquinamento, ovvero la cava Lubrano, i campi di tennis a Cuma, i fondali del lago Fusaro, i laghetti di Cuma” ;
  • se siano state avviate le procedure per una mappatura (censimento) del territorio ed un’analisi dei siti potenzialmente interessati da fenomeni d’inquinamento” ;
  • se sia stato sollecitato il Ministero della Salute, la Regione Campania, l’ASL NA2 perché predispongano e finanzino l’avvio del Registro Tumori” ;
  • se sia stato avviato il programma SITA” cioè il “sistema informativo tutela ambientale” che permette il rilevamento di rifiuti tossici interrati grazie all’insolita colorazione geotermica ;
  • se siano state avviato il monitoraggio h 24 delle emissioni elettromagnetiche” ;
  • perché non sia stato ancora portato all’attenzione della Commissione consiliare Ambiente” che non viene riunita da mesi “ed al Consiglio Comunale, il regolamento dell’Osservatorio Comunale sull’Ambiente, nonostante il PD abbia già presentato una propria bozza in merito ” ( http://www.bacoli2punto0.it/cittadini-informati-e-partecipi-dellambiente-il-pd-propone-un-osservatorio-comunale/ ) .


Interrogazione pag. 3

Adesso il sindaco non potrà scappare dalle proprie responsabilità e dovrà riferire alle istituzioni ed alla cittadinanza.

UN NUOVO PUT : MAI PIU’ TICKET SULLA POVERA GENTE

Gruppo “Muoversi a Bacoli”, 24/01/2014
Il 24/01/2014 democratici e cittadini si sono riuniti nel gruppo “Muoversi a Bacoli” per cominciare ad analizzare le molte problematiche legate alla mobilità e viabilità locale. Non potevano non iniziare dal “Piano Urbano del Traffico” (PUT)e più precisamente da quel “capolavoro” che è la proposta realizzata, su imput politico dell’Amministrazione,dall’ing. Guido Francesco Marino della società “TPS Transport Planning Service” di Perugia e presentata il 21/01/2013 in pompa magnadal sindaco Schiano.

Gruppo “Muoversi a Bacoli”, 24/01/2014

Emulo del suo predecessore di Centro-destra, il novello Ermanno Coppola ha mirato con l’ “intervento V1” del nuovo PUT alla re-introduzione del celeberrimoticketa Miseno-Miliscola, che è considerato prioritario in quanto gli introiti così raccolti serviranno a realizzare gli altri interventi previsti nel piano. Insomma “o ti mangi questa minestra, o ti butti dalla finestra”. In realtà quali benefici abbia comportato l’adozione del ticket, ancora nessuno lo sa, anzi durante gli anni dell’imperator Baiae è stato causa di ulteriori disagi per i cittadini! E come se questa già grave limitazione della libertà di circolazione e del diritto al mare non bastasse, si prevede che anche i cittadini bacolesi siano costretti a pagare la nuova gabella estiva.


Come puntualizzato dal PD di Bacoli “si tratta di una vera e propria “tassa sulla povera gente” pensata unicamente per rimpinguare le casse comunali” in quanto “la ZTL non limita l’accesso nel comune né regolamenta il traffico balneare” . Inoltre si fa notare nella nota “questo PUT manca di un rapporto strutturale con gli altri mezzi di pianificazione del territorio (a partire dal PUC) e di una visione strategica, che integri la viabilità alla vivibilità ed all’economia del nostro territorio”.


La proposta del Centro-destra continua poi con altri interventi, tutti pensati in prospettiva del ticket. In particolare:

  • con l’ “intervento V1” si prevede la creazione due rotatorie (una a Miliscola, ed una a “Casevecchie”) per permettere l’inversione di marcia in prossimità dei punti di pagamento del ticket per un costo complessivo di 368 mila euro: una proposta dissennata !
  • con l’ “intervento V8 – istituzione di sensi unici di circolazione” viene di fatto regolarizzata la circolazione sulla “Scavezzacollo”, proposta inammissibile in quanto la strada ha una pendenza superiore ai massimi stabiliti per legge !
  • con l’ “intervento S3 – espansione dell’area parcheggio mercato” si propone l’allargamento di quest’area che però non è un nodo d’interscambio, ad un prezzo esorbitante: 1.053.000 euro, circa la metà dei costi dell’intero PUT !
  • con l’ “intervento S1 – riorganizzazione dell’area parcheggio di Baia porto” si prevede unicamente una rimodulazione dei varchi (che salirebbero a 137 posti auto e 117 per i motocicli) quando invece bisognerebbe creare parcheggi al di fuori dell’area portuale e rendere quest’ultima pedonale considerato il suo interesse paesaggistico-culturale.

Già a marzo 2013 il PD di Bacoli ha denunciato “l’incapacità dell’attuale amministrazione di rispondere alle attese dei cittadini e l’urgenza quindi di un radicale e definitivo cambiamento di queste scellerate politiche che stanno affondando Bacoli”. 
E benché al momento questa proposta sia nascosta in chi sa quale cassetto, tanto è impopolare ed imbarazzante da proporsi (sopratutto in campagna elettorale) con l’avvicinarsi dell’estate, uscirà di nuovo allo scoperto. Perché questa Amministrazione ha bisogno di soldi e non c’è modo più facile, più sbrigativo, più soddisfacente ché farli pagare ai propri cittadini, alla “povera gente” (i “ricchi” possono permettersi altre mete di villeggiatura), a chi vuole godersi un bene comune: il mare.

GUARDARE AL FUTURO, SENZA DIMENTICARE IL PASSATO: AL VIA IL RESTAURO DEL QUADRO DI BONE’

Quadro di E. Boné donato al PCI di Bacoli
Nato sei anni fa dall’incontro delle culture progressiste, riformiste e popolari, il PD è un “partito moderno” in quanto appartiene alle nuove generazioni che vogliono rappresentare i valori della democrazia, della solidarietà, della giustizia sociale dinanzi le contraddizioni e le sfide della società contemporanea.

Un partito quindi tutto proiettato in avanti, all’avvenire. Guardare al futuro però non significa dimenticare l’impegno di chi nel passato ha posto le basi perché potesse svilupparsi una nuova esperienza politica ancora capace di attirare, nonostante la fine dei partiti di massa, le derive populistiche, e le proprie criticità, quasi tre milioni di cittadini in fila alle primarie.

E. Boné

In questa ottica, i democratici bacolesi hanno ritenuto che la tela del compianto Enrico Boné (25/12/1928 – 15/02/2006), rinomato pittore e militante socialista di Bacoli, donata nel 1971 “con simpatia al partito comunista di Bacoli” come si legge nella dedica sul retro, possa rappresentare simbolicamente la storia non solo del centro-sinistra ma di tutti quei cittadini bacolesi che si riconoscono nella centralità del lavoro, sancita dalla Costituzione repubblicana e tema dello stesso quadro di Boné che astenendosi dal suo tradizionale repertorio di paesaggi, si ispirò alle lotte operaie degli anni ’60 e ’70 all’ “Italsider” di Bagnoli e nella stessa Bacoli.


Erede di queste tradizioni e della stessa opera d’arte, il PD di Bacoli ne ha commissionato il restauro al dott. Gaetano Carannante, concittadino laureato in “conservazione e restauro di opere d’arte moderne e contemporanee” all’Accademia di Belle Arti di Napoli, che nel 2010 ha già curato il restylingdel vecchio stemma comunale.


L’avvenuto restauro, previsto per fine marzo, sarà occasione per i giovani democratici impegnati attraverso un “nuovo modo di fare politica” nel rinnovamento del loro paese, per incontrarsi e confrontarsi con quanti prima di loro hanno vissuto e hanno lottato per questo stesso paese, con passione, con consapevolezza, in prima persona.

RIDURRE I COSTI DELLA POLITICA : RIFORMARE LE COMMISSIONI CONSILIARI

Oramai da alcuni mesi è in discussione presso la I Commissione, la modifica del Regolamento che disciplina il funzionamento delle Commissioni consiliari, organi ristretti eletti dal Consiglio comunale nel suo seno per esaminare in maniera preliminare ed approfondita i provvedimenti da sottoporre all’intero consesso civico. O almeno così dovrebbe essere in quanto l’andazzo dell’attuale Amministrazione è riunire le Commissioni per pura forma ovvero non convocarle affatto come accade con la Commissione “Ambiente” che non si riunisce da mesi.


Nell’esame della proposta presentata dagli uffici, il PD ha puntato a garantire la rappresentanza proporzionale di tutti i gruppi consiliari nelle Commissioni riformate ma senza ulteriori spese, bensì riducendo e razionalizzando gli oneri dell’ente.


Sulla riduzione di tali “costi della politica”, i consiglieri democratici hanno condiviso l’idea di dimezzare le attuali Commissioni consiliari (stabilite dalla delibera consiliare n. 16 del 28/03/2011) riducendole a 3 ed accorpandone le competenze in alcune macro-aree tematiche (affari generali, servizi sociali, sport; bilancio e tributi; assetto del territorio, demanio, ambiente) ed hanno proposto :
  • di abolire i “gettoni di presenza” riservati ai commissari, sui quali si è creato un vero e proprio business con consiglieri che s’affaticano a partecipare a quante più riunioni per racimolare un pò di spicci ;
  • di destinare i “gettoni di presenza” così aboliti, ai servizi sociali quindi ai cittadini più disagiati e deboli ;
  • di riunire le Commissioni in orario extra-lavorativo per azzerare il rimborso che il comune deve alle società esterne i cui dipendenti devono astenersi dal lavoro perché consiglieri comunali.


In merito poi la necessità di garantire al contempo la presenza di tutti i gruppi consiliari nelle Commissioni nonché l’agibilità delle stesse e la proporzionalità tra le forze politiche, il PD ha preferito al macchino e cervellotico sistema proposto, un modello più snello e semplice per cui ogni gruppo presente in Consiglio comunale designi un commissario effettivo (con un supplente in caso d’impedimento) con un voto ponderato a secondo della propria consistenza numerica determinata dalle elezioni.

Di queste modifiche si sarebbe dovuto discutere il 23/01/2014 nell’attuale Commissione “Affari amministrativi e del personale, Polizia Municipale, Polizia Amministrativa” che però non si è potuta insediare mancando la maggioranza ed è stata rinviata …

Tanto per cambiare !

UNA MACCHINA COMUNALE SNELLA ED EFFICIENTE : IL CONTRARIO DEL NUOVO ORGANIGRAMMA

Mastodontica, costosa, incapace. Nei bar è così che la gente vive la “macchina comunale” ed in effetti la maniera con la quale vengono gestite le risorse umane è il principale banco di prova di un’ Amministrazione e quella attuale di certo non sta facendo una bella figura.


Proprio sulla “gestione del personale” la locale CGIL Funzione Pubblica “esprime parere sfavorevole nei confronti dell’ipotesi di nuovo organigramma” sia nel metodo, poiché come si legge nel comunicato sindacale “si apre un tavolo in maniera irrituale, su una materia già approvata dalla Giunta che per contratto (art. 7 CCNL 01/04/1999) invece dovrebbe prima assumere un carattere informativo e poi concertativo” sia nel merito perché il nuovo organigramma prevederebbe “un numero complessivo di 17 apicali (cioè dirigenti)e relative indennità di posizione con un probabile incremento di spesa del personale” che la CGIL stima a 20.000 euro in più che date le già vessate finanze dell’ente, ricaderanno “in maniera negativa su tutti gli altri lavoratori, con probabili ulteriori, odiosi ed ingiusti tagli” da aggiungersi alla “perdita di circa 5.000 euro pro capite sullo stipendio base negli ultimi 5 anni per il blocco contrattuale nazionale e delle progressioni economiche e professionali” ed alla “decurtazione annua sul fondo accessorio di circa 1600 euro pro capite già disposta nel biennio 2012-3 dalla Giunta” che motivò tale misura con la necessità di non sforare il patto di stabilità e stabilizzare 12 LSU.


comunicato CGIL Funzione Pubblica, comune
Sotto i riflettori la delibera di Giunta comunale n. 360 del 11/12/2013 che affida le “autorizzazioni paesaggistiche” e la “funzione di datore di lavoro per la sicurezza” all’attuale Ufficio Staff Catasto Fiscale ed Ambientale, e sopratutto crea 3 nuovi Settori:

  • settore X: Commercio ed informatizzazione” affidato a Pasqualino Scamardella ;
  • settore XI: Demanio, Patrimonio, Impianti sportivi, Condono edilizio e supporto tecnico Resa Procura Generale” affidato al geom. Ernesto Fagioli ;
  • settore XII: Edilizia Privata, Abusivismo, Resa Procura della Repubblica” affidato al geom. Lucio Prete .


nuovo organigramma comunale
Delibera con la quale secondo l’organizzazione dei lavoratori “si disegna un’ organizzazione apicale mastodontica e sproporzionata, con una sovrapposizione di incarichi, con un numero eccessivo di posizioni ed una spesa non consona”. Da una breve cronistoria della “macchina comunale” traspare infatti come alla diminuzione dei semplici dipendenti corrisponda paradossalmente l’aumento delle figure dirigenziali:

  • nel 2001, si prevedevano 12 Settori (uffici a loro volta organizzati in diverse branche) con un Capo-settore come dirigente, e 350 dipendenti, scesi a 323 con il trasferimento dei comunali alla “Flegrea Lavoro” ;
  • dal 2001 al 2013, ai 12 Settori si sono aggiunti 5 Uffici Staff (uffici a tutti gli effetti con un proprio dirigente) ;
  • con delibera di Giunta n. 117 del 26/04/2013, i Settori scendevano a 9 ;
  • infine con la delibera in questione, i Settori tornano 12 mentre il personale è sceso a 265 dipendenti.


delibera di giunta n. 360 dell’ 11/12/2013, pag. 1
Quindi dal 2001 ad oggi, mentre i semplici impiegati e lavoratori del comune diminuiscono di 85 unità, i dirigenti a capo di Settori o Staff salgono di 5 unità, con relativo stipendio ed indennità di posizione che seppur minima, dovrà essere pagata dagli stessi dipendenti con tagli salariali, e dai cittadini tramite le loro tasse. Questa evidente disparità ha portato la CGIL a chiedere “la sospensione della delibera e aprire un vero tavolo di concertazione, mirando alla razionalizzazione delle risorse, riduzione della spesa del personale, e nuove assunzioni nei Settori con forte carenza di personale” e proporre l’accorpamento degli attuali settori in “5 maxi-aree altamente apicali (Amministrativa, Polizia Urbana, Assetto del Territorio, Economico-Finanziaria, Socio-Culturale)”.


delibera di giunta n. 360 dell’ 11/12/2013, pag. 2
Indubbiamente tutti coloro che si sono imbattuti nella “burocrazia” comunale ne conoscono fin troppo bene le inefficienze ed i ritardi. Ciò non è sempre dovuto all’età (che tende oramai ai 60 anni) né alla mancanza delle risorse: in quest’ultimo anno, per esempio, all’ex X settore (che abbraccia dalle fogne agli acquedotti, dall’illuminazione alla potatura, ecc) sono stati assegnati circa 300.000 euro di salario accessorio per turnazioni, reperibilità, progetti speciali, ecc che evidentemente sono stati utilizzati malissimo se anche i più elementari servizi non vengono garantiti ai cittadini e si è dovuto ricorrere ad esterni per sbrigarli. Si tratta anzitutto di un problema di gestione, sia da parte dei dirigenti preposti, sia da parte dell’Amministrazione che ha la direzione politica della “macchina comunale”.


delibera di giunta n. 360 dell’ 11/12/2013, pag. 3
Ma per il PD è evidente che manca a questa Amministrazione proprio la volontà politica di gestire il personale in maniera coerente e razionale, preferendo ad uno schema funzionale e snello, una vera e propria parcellizzazione degli uffici, utile a perpetuare posizioni consolidate d’egemonia e di clientela sulle quali si vincono le elezioni paesane. Senza alimentare “guerre dei poveri” tra cittadini e dipendenti come spesso si cerca di fare per sviare l’attenzione dal cuore del problema, il PD ritiene necessario fare chiarezza anche in questa vicenda e non mancherà nei prossimi giorni di chiedere spiegazioni all’Amministrazione ed organizzare un momento partecipato con la cittadinanza per fare il punto sulla “macchina comunale” e gli altri “carrozzoni” locali, il CIC e la “Flegrea Lavoro”, opponendosi all’idea che la saggezza popolare ha sintetizzato nell’adagio “più pecurari cà pecure” !