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SPIAGGE LIBERE: LIMITIAMOCI ALL’ESSENZIALE

SPIAGGE COME RISORSA, estratto dal programma elettorale di G. Picone

Il recupero di 1.800 mq di spiaggia libera, a seguito della revoca degli ampliamenti delle concessioni, strumentalizzato da chi non si rassegna ad aver perso le elezioni, è divenuto motivo acceso di scontro politico.

Su questo tema allora limitiamoci all’essenziale.

Siamo tutti d’accordo “che il 20 % di spiaggia libera ai cittadini sia un sacrosanto diritto degli stessi” come affermò nel Consiglio comunale del 22/12/2015 il consigliere C. Mancino : allora il PD votò a favore, non ha cambiato posizione ed è in sintonia col programma elettorale della maggioranza che sul punto è chiarissimo (leggi foto affianco) !

Non siamo d’accordo sui modi: questi 1.800 mq sono attualmente sparsi tra i lidi privati a “macchia di leopardo”. Vogliamo stipare i cittadini in quadrati da una o due persone? E questo sarebbe il rispetto per i cittadini, questo sarebbe il diritto al mare? Così dovrebbe comportarsi la sinistra? Secondo noi no perché essere di sinistra non significa rincorrere il populismo di ferragosto ma affrontare il disagio sociale in maniera strutturale .

Non siamo d’accordo sui tempi: dall’oggi al domani, è impossibile e lo sanno tutti. Perché, mentre il Consiglio di Stato si pronuncerà sul ricorso al TAR, il Comune dovrà intanto dotarsi del Piano Utilizzo Arenili per rimodulare le concessioni e fare in modo che questi 1.800 mq siano tutti continui così che ne possano realmente usufruire tutti i cittadini. Il PUA la cui redazione è stata iniziata solo adesso, dal sindaco G. Picone mentre durante l’amministrazione J. Della Ragione, nonostante i ripetuti annunci, non si arrivò neanche a riunire la Commissione “Spiagge e Demanio” sull’argomento.

Questi i termini spiccioli della questione, i termini reali, quelli che interessano concretamente i cittadini. Tutto il resto è politica, la politica di chi le prova tutte per rimanere sulla scena, e sul cui palcoscenico non vogliamo salire perché adesso abbiamo da fare: amministrare Bacoli secondo il mandato che ci hanno dato i cittadini !

LA VERITà SULLA PISTA DEL FUSARO – NEWS

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pista ciclabile Fusaro, dicembre 2013

E’ vero. Come dice l’ex Sindaco “non ci sono parole”. Come descrivere infatti la campagna elettorale di questi giorni – altro che “silenzio assordante” – il suo morboso tentativo di restare al centro dell’attenzione, di riprendersi la poltrona, di strumentalizzare bambini, mamme e cittadini utilizzando la pista ciclabile del Fusaro che intanto resta chiusa.

In questi giorni e senza eccessivi clamori, abbiamo incontrato Comune e CIC. N’è emerso finalmente un quadro più chiaro sull’intera vicenda che vogliamo condividere con tutti perché solo con la chiarezza, con la verità riusciremo nell’obiettivo di riaprire tutto il percorso ciclo-pedonale.

Storia. Il percorso, realizzato con 4.900.000 euro di finanziamenti europei, consegnato nel maggio 2006, non fu mai aperto al pubblico perché né Comune né CIC se ne volevano assumere la gestione. Anche dopo la conferenza dei servizi del 02/03/2010 – in cui il CIC si assunse la manutenzione del percorso ( verbale conferenza servizi ) – , anche dopo la delibera consiliare del 04/02/2011 ( mozione pista ciclabile 2011 ) che ordinava l’apertura dei cancelli su piazza Rossini, il percorso rimase chiuso e quindi abbandonato al degrado ed ai vandali.

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pista ciclabile Fusaro, agosto 2013

Arapimmsticanciell. Nel maggio-giugno 2013, cittadini attivisti, supportati dalle forze politiche di centro-sinistra e d’opposizione, con un’azione di forza e di denuncia, aprirono i cancelli e dopo aver ripulito l’intero percorso, ottennero il 05/08/2013 una perizia di fruibilità ( perizia 2013 ) ed una delibera di Giunta (n. 145 del 2014, delibera Giunta pista ciclabile ) che delegava il CIC d’indire un bando .

Responsabilità. Il CIC si è sempre rifiutato di indire tale bando. Anche l’ex Sindaco, come i suoi predecessori di centro-destra, una volta eletto, non ha mai voluto risolvere seriamente la questione: non ha voluto regolarizzare i volontari, non ha voluto definire la gestione della pista, non ha voluto garantirne la manutenzione, nonostante le allarmanti segnalazioni dei cittadini, nonostante una mozione del PD ( mozione pista ciclabile – valorizzazione e posti di lavoro ) che anzi fu affossata dall’ex maggioranza nel novembre 2015. Se all’ex Sindaco gliene importava qualcosa della pista, perché non è intervenuto prima, quando poteva fare qualcosa, quando era Sindaco ?

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pista ciclabile Fusaro, aprile 2016

Giostrine. Le giostrine sono state la goccia che ha fatto traboccare un vaso già pieno. Che qualcosa non andasse – nella procedura, nelle autorizzazioni, nella location – è evidente: a giorni pubblicheremo i documenti che abbiamo acquisito al Comune. I responsabili hanno nome e cognome – gli esposti anonimi esistono solo nella fantasia di qualcuno – e non sono certo quelli del PD sui quali il delirante ex Sindaco vuole scaricare responsabilità che invece sono solo sue. L’apposizione dei sigilli ha fatto riemergere il “rimpallo” di responsabilità tra Comune e CIC che quindi ha deciso di chiudere tutto.

Perizia. Il 16/08/2016 il Comune ha recepito la perizia sull’agibilità della pista. Dal documento, finora inedito, risulta che “lungo tutto il percorso sono stati completamente distrutti l’impianto di illuminazione e l’impianto di irrigazione. Risultano divelte e sconnesse le coperture in tavolato di legno dei canali di immissione delle acque bianche così come anche il percorso sul tavolato in legno dopo il ponte della foce di Torregaveta. Per tutto quanto accertato si ritiene agibile e percorribile per il pubblico il solo tratto che dalla piazza G. Rossini conduce al primo pilone dell’ENEL e non oltre il primo canale di acque bianche posto a poche decine di metri da detto pilone”. Quelle raccontate dall’ex Sindaco, secondo cui la pista sarebbe in buona parte agibile, sono solo fanfaluche, scoop errati di chi neanche conosce il proprio territorio: i tecnici comunali, purtroppo, hanno rilevato inagibile il percorso quasi per interno salvo i primi 100-150 metri.

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Frutteto, giostrine

Riapertura. Il PD è per la riapertura perché chiudere un bene comune, sottratto da cittadini e volontari all’abbandono, non può che creare altro degrado. Non si può però essere soddisfatti di una soluzione, come quella che si profila, di una parziale riapertura del solo Frutteto. Questa deve essere solo un primo passo. Il secondo immediato passaggio è quello di ottenere la riapertura dell’intera pista, cominciando dagli interventi necessari per renderla agibile secondo le indicazioni dei tecnici comunali. Soldi, modalità, tempi saranno oggetto di un incontro con Commissario prefettizio e liquidatore che abbiamo chiesto e si terrà nelle prossime settimane.

L’ex Sindaco pensa sia sufficiente inondare facebook del proprio Verbo ? L’ex Sindaco pensa che bastano i vamos dei suoi fans per scaricarsi di dosso le proprie responsabilità ?

MODIFICHE AL REGOLAMENTO DEI RIFIUTI : IN ARRIVO AUMENTI

fl 3Se per te fare il mercato del pesce significa difendere i cittadini da ulteriori tasse, allora io sono orgoglioso di essere un pescivendolo ! ” . Così, testuale, il consigliere C. Mancino ha ripreso la capogruppo di FreeBacoli che s’era improvvisata, proprio lei, moralizzatrice dell’infuocato dibattito divampato all’ultima riunione congiunta delle Commissioni “Ambiente” e “Flegrea Lavoro”, di cui deprecava i toni da “ mercato del pesce ” .

I toni però non potevano essere diversi nel momento in cui i commissari PD, non senza sorpresa, hanno letto l’emendamento al vigente regolamento dei rifiuti solidi urbani, proposto dall’Amministrazione e dalla “Flegrea Lavoro”, la cui dirigenza, nominata dal centro-destra, è stata riconfermata dall’attuale maggioranza freebacolese.

La modifica presentata in Commissione assimila, di fatto, tutti i rifiuti delle utenze commerciali a quelli speciali, e sanziona il diritto per queste utenze a rivolgersi non più alla “Flegrea Lavoro” ma anche ad altre ditte per il loro prelievo. Al di là del linguaggio in cui è stata scritta la proposta, un idioma vagamente riconducibile all’indoeuropeo, il testo non chiarisce i tempi, non precisa modalità d’attuazione, e risulta così approssimato da meritare un chiaro voto contrario. Ma c’è di più …

fl 2Gli utenti che si convenzioneranno con altre ditte di smaltimento dei rifiuti, saranno esenti dal pagare la TARI al Comune di Bacoli. Ora, poiché il costo della differenziata non cambierà di molto, in quanto non muteranno le spese di gestione, come ha onestamente ammesso lo stesso assessore Parisi, indovinate chi dovrà farsi carico della TARI non pagata ? Le utenze familiari, i semplici cittadini, sempre loro, i già tartassati bacolesi che sarà fin troppo facile dissanguare !

E’ stato poi inevitabile discutere anche degli oneri del ciclo dei rifiuti e di come questi debbano essere divisi tra i contribuenti. Attualmente tutti i costi sono spalmati il 70 % sulle utenze familiari, il 30 % su quelle private. Secondo quali inconfutabili criteri, secondo quali statistiche ? Non si sa perché le carte, richieste dai consiglieri democratici, ancora non sono arrivate sul tavolo. Eppure l’attuale Amministrazione, in perfetta continuità con la precedente, ha deciso di accogliere questi numeri, diciamo, “ a fiducia ” …

A questo punto, in Commissione, è andata in onda l’ennesima puntata dello show dalle maggioranze variabili di questa tormentata consiliatura: “ Uomini e Donne ” di FreeBacoli si sono uniti a quelli di Forza Italia in difesa della proposta dell’Amministrazione ed hanno attaccato il PD che è stato l’unico a difendere i diritti delle famiglie e dei lavoratori.

Un triste epilogo insomma per quella che doveva essere la forza del cambiamento e che si ritrova adesso a sconfessare le sue origini e difendere le idee di chi fino a qualche anno fa avversava …

SEA FRONT : LA COMMISSIONE APRE IL CONFRONTO E SOSPENDE IL PROGETTO

Dopo la fortuita scoperta del ” Sea Front ” ( http://www.bacoli2punto0.it/cose-il-sea-front-baia-molte-domande-e-nessuna-risposta/ ) , dopo la viva protesta degli imprenditori e degli operai dei Cantieri, dopo la chiara sconfessione della Regione ( http://www.bacoli2punto0.it/clamoroso-seafront-la-regione-boccia-il-progetto/ ), dopo la presa di posizione del PD che ha portato la questione in Regione ed in Consiglio comunalehttp://www.bacoli2punto0.it/seafront-baia-il-pd-porta-la-questione-in-consiglio-comunale/ ), da qualche ora la Commissione ” Demanio e Spiagge ” ha finito di discutere del progetto .

seafront 1Con la partecipazione dei rappresentanti dei Cantieri di Baia, titolari e lavoratori, e la convergenza di tutte le forze politiche, dopo le iniziali resistenze, l’Amministrazione ha dovuto ammettere la ” modificabilità ” del progetto e la Commissione ha approvato all’unanimità questo ordine del giorno :

La Commissione si impegna ad indire un tavolo tecnico-politico di confronto con i titolari delle cdm ” ( concessioni demaniali marittime) ” sul porto di Baia ( oggetto dello studio di prefattibilità Sea Front Baia ) per opportune migliorie nel relativo progetto e contestualmente dà indirizzo all’Amministrazione di sospendere qualsiasi comunicazione avente ad oggetto Sea Front Baia con la Regione Campania e chiede che vengano pubblicati tutti i progetti e gli allegati sul sito del Comune  ” . Cosa che anticipiamo pubblicando qui, benché in forma non ufficiale, il progetto ( SEA FRONT BAIA ) .

baia 1Indubbiamente l’attenzione resta alta perché rimangono ancora questioni poco chiare, ma quello di oggi è un primo segnale importante, un primo stop ad un progetto che così com’è stato presentato ed inviato a Napoli, spazza via la nautica da Baia e mette a rischio 500 posti di lavoro.

Il PD vigilerà adesso che l’ordine del giorno venga subito recepito dall’Amministrazione e comunicato ad horas alla Regione, e continuerà a chiedere chiarimenti nel merito del progetto ed a tutela dei livelli occupazionali che per i democratici è una priorità da attuare attraverso il riassorbimento dei lavoratori occupati e di quelli che hanno perso il posto di lavoro. Questo perché il PD è convinto tutt’oggi della necessità che la cantieristica, l’industria nautica, rimanga a Baia e sia anzi rilanciata quale settore d’eccellenza nel Mondo.

COS’è IL SEA FRONT BAIA ? MOLTE DOMANDE E NESSUNA RISPOSTA

baia3Centro congressi, alberghi, ristoranti, bar, clubhouse, terme, solarium, piazze pensili e verdi, stazioni marittime, passeggiate e parcheggi al coperto … L’ “isola che non c’è” ? No, Bacoli o meglio Baia, la nuova Baia del “ Seafront Baia ” .

Nessuna meraviglia che non ne abbiate mai sentito parlare. Si tratta dell’ultimissimo progetto vamos che per 40 milioni di euro – ancora da finanziare – in 3 anni dovrebbe ridisegnare la costa baiana, da punta Epitaffio al castello Aragonese, prevedendo di:

  • Destinare punta Epitaffio a museo virtuale del parco sommerso;
  • Completare il lungomare e pedonalizzare il porto di Baia;
  • Riconvertire i Cantieri navali in un “mega-complessoricettivo;
  • Destinare Villa Ferretti a polo della nautica attivandone l’arenile;
  • Realizzare il porto turistico spostando gli attuali ormeggi nell’area marina antistante Villa Ferretti.
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progetto SEA FRONT BAIA

Per carità, non c’è niente di male nel “sognare ad occhi aperti” salvo ricordarsi poi di avere a che fare con uomini, spesso lavoratori, e non cedere troppo alla fantasia specialmente a quella dell’ex imperator Baiae, del cui sacco c’è tanta farina in questo progetto. Progetto che suscita dubbi e molte domande, domande non da poco:

  • Che fine faranno gli oltre 200 operai, quelli rimasti, quelli “in nero”, quelli in mobilità, fra cantieri ed ormeggi ?
  • Che fine faranno gli oltre 500 lavoratori dell’indotto industriale ?
  • Come si trasferiranno oltre 1000 ormeggi in un’area che ne può comprendere poco più di 150 ? E con reperti archeologici affioranti ?
  • Dove saranno trasferite le 200 aree di sosta per auto e moto già di loro insufficienti per turisti, bagnanti e residenti ?
  • Villa Ferretti non doveva diventare un centro socio-culturale ? Non era questo il vincolo dei finanziamenti europei e regionali ?

E soprattutto la gestione. Quale sarà il modello di gestione di questo immenso complesso turistico-nautico ? Quali gli imprenditori, quali i capitali, quale l’intervento pubblico (se previsto) ? E quali infine le opportunità di lavoro o di sviluppo per i bacolesi ?

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progetto SEA FRONT BAIA , mappa delle concessioni demaniali marittime

Ebbene nel progetto, che si dilunga con piacere in aneddoti storici, archeologici, urbanistici, paesaggistici, non c’è un rigo di risposta a queste domande che invece dovrebbero essere alla base di ogni masterplan e di un’Amministrazione che voglia evitare nuove “ruberie” delle nostre ricchezze, nuovi potentati dei “soliti noti”. Risposte che ad oggi non ci sono poiché su questo argomento, argomento strategico per il nostro paese, non solo il Consiglio comunale ma l’intera cittadinanza è stata tenuta fuori. Come suo solito, senza discuterne con nessuno, senza neanche incontrare gli operatori del settore, l’Amministrazione ha fatto tutto da sola, ha inviato il progetto in Regione e chiesto a fine novembre 2015 la revoca delle concessioni demaniali.

Proprio alla Regione, allora, il PD si è rivolto, scrivendo direttamente a De Luca, agli assessori e commissioni competenti, chiedendo di “sospendere temporaneamente l’esame del progetto finché non siano tutelati i livelli occupazionali”. Con questo appello, che sta avendo i primi riscontri con una serie di incontri in queste settimane, i democratici non vogliono fare becero “ostruzionismo” ma avere garanzie certe per quei lavoratori, quelle famiglie che potrebbero trovarsi in mezzo una strada, e quindi portare il tema in Consiglio comunale.

baia 1Intanto, però, l’Amministrazione va avanti, senza dar retta a nessuno, tantomeno al buonsenso. Doveva essere l’Amministrazione della partecipazione ed invece scelte importanti per il futuro di Bacoli vengono prese “a botta” di delibere da una Giunta chiusa al pubblico … Doveva essere l’Amministrazione del lavoro e “gioca” proprio sul futuro dei lavoratori… Doveva essere l’Amministrazione del cambiamento ma ad essere cambiata non è Bacoli ma proprio loro, quelli che i cittadini avevano votato ed adesso stentano a riconoscere.